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7-04-2016

Posted by in Medicina, Prima Pagina | Comments Off on Vac­cini: come fun­zio­nano?

Vac­cini: come fun­zio­nano?

I vac­cini sono l’arma più effi­cace che l’umanità ha inven­tato per scon­fig­gere le malat­tie, adde­strando di fatto il sis­tema immu­ni­tario a riconoscere speci­fiche malat­tie ed elim­i­narle effi­cien­te­mente prima che pos­sano causare danni all’organismo.
Tale inven­zione ha sal­vato mil­iardi di vite (non è un’esagerazione!) e una buona parte del benessere mod­erno lo dob­bi­amo pro­prio a loro.

Eppure, oggi i vac­cini sono visti con dif­fi­denza da strati sem­pre più ampi della popo­lazione, con­vinta che i loro effetti col­lat­er­ali siano estrema­mente dif­fusi e dev­as­tanti, come ad esem­pio nella sto­ria ver­gog­nosa­mente falsa che li vede come la causa dell’autismo, nata in realtà da un episo­dio di cor­ruzione. Questa dif­fi­denza ha causato e tut­tora causa il rifi­uto delle vac­ci­nazioni sui bam­bini da parte dei loro gen­i­tori, provo­cando così epi­demie di malat­tie con­sid­er­ate fino a qualche anno fa scon­fitte e innocue come il mor­billo.

E’ dovere di tutti quindi infor­marsi e infor­mare gli altri sul reale fun­zion­a­mento dei vac­cini e sul per­chè siano così impor­tanti per la nos­tra soprav­vivenza e benessere.

Lotta agli invasori

L’ambiente in cui vivi­amo è pieno di micro-organ­ismi, in par­ti­co­lar modo bat­teri che vivono la loro placida vita senza alcuna nozione della nos­tra esistenza, ad esem­pio su una super­fi­cie, nella terra o nell’acqua. Oltre ai bat­teri il mondo è anche pieno di virus, organelli che vivono a scapito degli altri, spesso dis­truggendo l’organismo in cui riescono a pro­lif­er­are, detto organ­ismo ospite.

Quando il nos­tro corpo viene invaso da queste o altre specie, si atti­vano delle difese, def­i­nite immu­ni­tarie, il cui scopo è quello di elim­inare tutto ciò che viene riconosci­uto come estra­neo al nos­tro corpo. Il sis­tema immu­ni­tario è estrema­mente com­p­lesso ma, sem­pli­f­i­cando, fun­ziona in maniera molto intu­itiva: i lin­foc­iti, le sen­tinelle del nos­tro corpo, pat­tugliano inces­san­te­mente l’organismo. I lin­foc­iti conoscono a memo­ria tutti i tipi di cel­lule dell’organismo e sanno riconoscerle, ad esem­pio con­trol­lando delle sostanze chia­mate marker, che fun­gono un po’ come i “doc­u­menti” della cel­lula.
Se per caso incon­trano dei marker che non riconoscono o in gen­erale trovano qual­cosa di sospetto, attac­cano imme­di­ata­mente. Se la lotta si fa dif­fi­cile, ad esem­pio se avvis­tano parec­chi di questi organ­ismi sospetti, pos­sono chia­mare rin­forzi e molte altre cel­lule immu­ni­tarie inizier­anno ad accor­rere in loro aiuto, ognuna con il suo com­pito speci­fico.

morbillo

La lotta in molti casi si risolve rap­i­da­mente: bat­teri e virus entrano di con­tinuo nel nos­tro corpo in pic­cole quan­tità e ven­gono imme­di­ata­mente neu­tral­iz­zati dalle nos­tre difese.
In alcuni casi però il nos­tro corpo viene invaso da agenti pato­geni par­ti­co­lar­mente peri­colosi e resistenti e il sis­tema immu­ni­tario finisce per trovarsi in dif­fi­coltà.
La dif­fi­coltà nasce dal fatto che in questi casi il sis­tema immu­ni­tario non ha armi suf­fi­cien­te­mente effi­caci per dis­trug­gere l’invasore, e quindi deve fab­bri­carle, imp­ie­gando molto tempo e molta ener­gia. Durante questo tempo l’agente patogeno ha la pos­si­bil­ità di scon­fig­gere le difese immu­ni­tarie e pro­lif­er­are in maniera incon­trol­lata, ucci­dendo l’organismo ospite.

La fabbrica di armi chimiche

Le armi uti­liz­zate con­tro gli agenti pato­geni sono di tipo chim­ico e sono spesso sotto forma di anti­corpi. Alcuni lin­foc­iti spe­cial­iz­zati cat­turano pezzi del micro-organ­ismo nemico e li anal­iz­zano, cer­cando di carpirne i punti deboli. Una volta effet­tuata questa anal­isi, pas­sano le infor­mazioni ad altri lin­foc­iti che iniziano a pro­durre sostanze chia­mate anti­corpi e a lan­cia­rli con­tro l’agente patogeno, mirando ai suoi punti deboli ed ucci­den­dolo.
Come abbi­amo detto, questo mec­ca­n­ismo è lungo e labo­rioso e il tempo stringe. E’ per­tanto una situ­azione peri­colosa in cui il corpo umano preferirebbe non trovarsi mai, con­siderando anche il fatto che la battaglia può causare danni per­ma­nenti all’organismo.

anticorpo

Eppure questa situ­azione sem­bra inevitabile, per­chè il corpo umano non può prepararsi pre­ven­ti­va­mente all’incontro con l’agente patogeno: non appena entra in con­tatto, diviene infetto e la battaglia inizia, quindi il ris­chio dovrà sem­pre esserci, giusto?

E invece no, è sbagliato.

Per­chè il corpo umano non ha bisogno di entrare in con­tatto con l’agente patogeno diret­ta­mente, ma soltanto con ciò che gli svel­erà i suoi punti deboli. Oppure si può pen­sare di barare e far entrare in con­tatto il corpo con agenti pato­geni inde­boliti o diret­ta­mente morti, così da ren­derli inof­fen­sivi. In questo modo il corpo umano può imparare come si fa a com­bat­tere speci­fiche malat­tie, anche estrema­mente peri­colose, senza real­mente cor­rere alcun ris­chio. Un adde­stra­mento, insomma.

Ebbene, questi mer­av­igliosi metodi in cui si ottiene tutto il van­tag­gio per il sis­tema immu­ni­tario senza cor­rere alcun ris­chio, non sono altro che i vac­cini. Ne esistono di diversi tipi:

Vaccini vivi attenuati

All’organismo ven­gono inoc­u­lati gli agenti pato­geni da com­bat­tere, ma questi sono stati inde­boliti a tal punto da non rap­p­re­sentare più una minac­cia. Il corpo li com­batte comunque a piena forza, impara­ndo come dis­trug­gerli e man­te­nen­done memo­ria.

Vaccini inattivi

In questo caso gli agenti pato­geni sono già morti e l’organismo non fa altro che elim­i­narne i resti. Nell’eliminarli, impara a riconoscerli e crea sen­tinelle nel caso essi ritornino.

Vaccini a subunità

Gli agenti pato­geni ven­gono stu­diati in lab­o­ra­to­rio e trat­tati in modo da iso­lare solo delle parti pecu­liari, da cui il corpo può imparare a riconoscerli. Queste sub­unità sono dei marker chia­mati anti­geni. In questo modo il sis­tema immu­ni­tario si ricorderà dell’antigene come apparte­nente a un organ­ismo nemico e lo attac­cherà imme­di­ata­mente appena avvis­tato nuo­va­mente.

Avete capito tutto?
La bufala dei vac­cini che ancora cir­cola nel mondo è com­pleta fol­lia e igno­ranza: non c’è asso­lu­ta­mente nulla di “più nat­u­rale” nel pren­dersi una malat­tia ancora attiva e potente, è solo un ris­chio inutile che cor­ri­amo. Il sis­tema immu­ni­tario non è più forte se com­batte una malat­tia reale invece che gli agenti con­tenuti in un vac­cino, per­chè quegli agenti sono già tutto ciò di cui ha bisogno il corpo per costru­ire le sue difese in maniera com­pleta.

Un altro punto molto popo­lare della bufala sui vac­cini è che le malat­tie ormai sono state scon­fitte, quindi non c’è più bisogno di loro. Questo è total­mente falso per­chè, come abbi­amo detto all’inizio, il mondo è pieno di agenti pato­geni e questi sanno nascon­dersi e stare in agguato, aspet­tando che qualche ignaro si fac­cia con­ta­giare.

Allora, adesso che ne sap­pi­amo di più, con­trol­liamo il nos­tro foglio vac­ci­nale e andi­amo a farci vac­cinare per le malat­tie per cui non siamo ancora cop­erti :)

Buona salute a tutti! :)

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