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28-03-2016

Posted by in Biologia, Medicina, Prima Pagina, Tecnologia | Comments Off on Lesione spinale: si potrà curare?

Lesione spinale: si potrà curare?

Una delle più pre­oc­cu­panti e psi­co­logi­ca­mente impat­tanti patolo­gie che pos­sono accadere ad una per­sona è la lesione spinale, spesso dovuta ad un trauma fisico. I soggetti col­piti si trovano spesso par­al­iz­zati da un certo punto del corpo in giù, a sec­onda di dove nel midollo spinale è sit­u­ata la lesione. Più essa è in alto (ad esem­pio presso le ver­te­bre cer­vi­cali), e mag­giore sarà l’entità del danno e la per­centuale del corpo immo­bi­liz­zata.
Il prob­lema è che la con­nes­sione tra il cervello e la per­ife­ria del corpo corre pro­prio attra­verso il midollo spinale e se viene inter­rotta il corpo non riceve più alcuno sti­molo dal sis­tema ner­voso cen­trale, restando per­tanto inerte.
Fino ad ora ci si è sem­pre rasseg­nati all’incurabilità di una tale con­dizione, ma negli ultimi anni sono emerse soluzioni molto promet­tenti (per ora solo in lab­o­ra­to­rio sui topi) per curare una tale dis­abil­ità, prin­ci­pal­mente dall’Ecole Politec­nique Fed­erale de Lau­sanne (EPFL), uni­ver­sità all’avanguardia nel set­tore.

Stimolazione elettro-chimica

Il gruppo del Prof. Cour­tine dell’EPFL ha messo a punto un metodo per sti­mo­lare la rigen­er­azione del tes­suto ner­voso nella spina dor­sale dei topi in caso di danno parziale.
Quando il midollo spinale viene parzial­mente dan­neg­giato, la fun­zion­al­ità viene persa per­chè le con­nes­sioni ner­vose ven­gono recise anche se il midollo non viene reciso del tutto. E’ pos­si­bile però sfruttare la parte ancora inte­gra del midollo per sti­mo­lare la ricrescita delle con­nes­sioni ner­vose e col­le­gare nuo­va­mente cervello e resto del corpo.
La pro­ce­dura prevede l’iniezione di far­maci che sti­molano la ricrescita ner­vosa, seguita dalla sti­mo­lazione con impulsi elet­trici tramite elet­trodi impiantati sotto pelle. L’azione com­bi­nata di far­maci e impulsi elet­trici risveg­lia le cel­lule ner­vose rese inat­tive dalla lesione e le sti­mola a far ricrescere le loro con­nes­sioni.
Questo metodo è stato effi­cace nel per­me­t­tere a numerosi topi di lab­o­ra­to­rio di recu­per­are il con­trollo degli arti pos­te­ri­ori nel giro di alcune set­ti­mane, dopo una lesione parziale del midollo spinale.

Impianto di elettrodi permanenti

Se la lesione del midollo spinale fosse com­pleta, il metodo prece­dente potrebbe non essere suf­fi­ciente per per­me­t­tere la ricon­nes­sione tra cervello e zone per­iferiche del corpo.
Una pos­si­bile futura soluzione viene di nuovo dall’EPFL dove si lavora su elet­trodi flessibili bio-com­pat­i­bili e impiantabili. Tali elet­trodi sono cos­ti­tu­iti da strisce con­dut­tive di oro incluse in una striscia di sil­i­cone, che rende il tutto flessibile. Questi impianti potreb­bero per­me­t­tere di aggi­rare la zona lesion­ata e con­net­tere le parti di sis­tema ner­voso com­ple­ta­mente iso­late.
La soluzione, se per­cor­ri­bile, è però a lungo ter­mine, poichè la conoscenza del cervello umano e del sis­tema ner­voso in gen­erale non è ancora suf­fi­ciente per effet­tuare le cor­rette con­nes­sioni tra le aree del cervello adib­ite al movi­mento e il sis­tema ner­voso per­iferico.
In ogni caso, il fatto che questi sis­temi siano stati messi a punto e pos­sano essere impiantati senza provo­care rigetto per lunghi peri­odi, fa ben sper­are per una soluzione a lungo ter­mine, prob­a­bil­mente in com­bi­nazione con il metodo di sti­mo­lazione elet­tro-chim­ica.

Cellule staminali

Il sis­tema che in linea teor­ica garan­ti­rebbe un recu­pero com­pleto, ripristi­nando in maniera per­fetta il midollo spinale è l’impianto di cel­lule sta­mi­nali. Tali cel­lule, come è ormai ben noto, pos­sono trasfor­marsi in qualunque altro tipo di cel­lula e sono quindi il prin­ci­pale can­didato per effet­tuare “riparazioni” di ogni tipo nel corpo umano.
L’operazione con­siste nell’impiantare un numero suf­fi­ciente di cel­lule sta­mi­nali nel midollo spinale: le sta­mi­nali pren­der­anno quindi l’identità delle cel­lule che le cir­con­dano, dive­nendo anche loro cel­lule ner­vose e met­ten­dosi a lavo­rare con il resto del midollo.
Il vero prob­lema è che le cel­lule sta­mi­nali sono unità viventi, quindi estrema­mente del­i­cate e com­pli­cate, quindi la loro manipo­lazione e “con­vinci­mento” a lavo­rare per noi sono estrema­mente dif­fi­cili. Inoltre, sic­come le cel­lule sta­mi­nali pos­sono diventare qualunque tipo di cel­lula, pos­sono anche “impazz­ire” e lavo­rare con­tro il corpo, invece che a favore.
La ricerca in questo ambito è quindi estrema­mente promet­tente per il futuro, ma saranno nec­es­sari ancora molti anni prima di ottenere un vero pro­to­collo di cura delle lesioni spinali al 100%.

La soluzione futura sarà prob­a­bil­mente una com­bi­nazione dei tre metodi, mag­ari inte­grato da qualche altro sis­tema ancora nem­meno ideato. Men­tre aspet­ti­amo, quello che pos­si­amo fare noi per sup­port­are la ricerca è man­ten­erci infor­mati.

Un ultimo com­mento: come pos­si­amo vedere, in questo campo di così grande impor­tanza, la sper­i­men­tazione ani­male è asso­lu­ta­mente d’obbligo e non si può ottenere alcun risul­tato senza. In un peri­odo in cui molte per­sone chiedono a gran voce la ces­sazione di ogni attiv­ità di questo tipo, ricor­diamoci sem­pre che tali risul­tati sci­en­tifici vitali per il nos­tro benessere e per la risoluzione di prob­lemi di centi­naia di migli­aia di per­sone nel mondo non pos­sono pre­scindere dall’uso di ani­mali di lab­o­ra­to­rio.
E’ una dura realtà, ma è pur sem­pre la realtà. L’importante è accettarla, capirla e par­larne :)

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