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10-04-2016

Posted by in Biologia, Prima Pagina | 12 Comments

Gli ani­mali provano emozioni?

Cosa provano gli ani­mali? Cosa e come pen­sano? Come vedono il mondo?

Sono domande pien­amente legit­time e la risposta non è affatto sem­plice, visto che non è pos­si­bile sapere esat­ta­mente cosa suc­cede nella mente di altri esseri.
E’ una domanda che già Charles Dar­win si era posto nel 1872, scrivendo il libro “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli ani­mali” e mostrando che varie specie ani­mali, tra cui i cani, adot­tano pos­ture e atteggia­menti par­ti­co­lari a sec­onda delle situ­azioni, mostrando quello che può essere letto come un’emozione. Questo stu­dio era il meglio che uno scien­zi­ato dell’800 potesse fare, man­cando sup­porti tec­no­logici adeguati.

darwin_cane_emozioniIllus­trazione di Dar­win

Nel 2014, il Dott. Gre­gory Berns della Emory Uni­ver­sity di Atlanta ha esam­i­nato 12 cani con riso­nanze mag­netiche cere­brali durante diverse sti­mo­lazioni olfat­tive espo­nen­doli a odori di per­sone o cani, conosciuti o sconosciuti. Si è riscon­trato che nel caso di odori conosciuti nel cervello dei cani si atti­vava par­ti­co­lar­mente una zona del cervello chia­mata nucleo caudato, una regione che negli esseri umani ha molte fun­zioni, tra cui la com­pren­sione del lin­guag­gio e il riconosci­mento della bellezza (anche in amore). Questi risul­tati ren­dono pos­si­bile l’ipotesi di una sorta di coin­vol­gi­mento emo­tivo dei cani nel rap­por­tarsi con altri indi­vidui.

La più comunque obiezione alla teo­ria che ritiene che gli ani­mali provino effet­ti­va­mente delle emozioni è che molte risposte pos­sono essere sola­mente dei rif­lessi, ren­dendo gli stessi ani­mali una sorta di automi. Ad esem­pio le meduse non hanno un cervello, eppure vivono, si muovono, scap­pano, e quant’altro. Del resto la scienza, in man­canza di meglio, ha uti­liz­zato per­lopiù un approc­cio di tipo com­por­ta­men­tale, ovvero osser­vando la risposta ani­male in deter­mi­nate situ­azioni e parag­o­nan­dola all’unica specie con cui si riesce real­mente a comu­ni­care, gli umani. Questo approc­cio però non può essere defin­i­tivo, per­chè dà spesso risul­tati ambigui e non con­clu­sivi, per quanto affasci­nanti.

Qual è quindi la risposta cor­retta? Gli ani­mali provano o no emozioni come gli esseri umani?
Sic­come la scienza è ancora nel campo delle ipotesi, provi­amo a for­mu­lare la nos­tra.

La risposta è: la domanda è sbagli­ata :)

La domanda è sbagli­ata per il sem­plice fatto che gli umani sono ani­mali, il che rende la domanda senza senso. O meglio, rende la risposta in ogni caso affer­ma­tiva.
Il punto è che non ha senso fare dis­tinzioni tra uomo e “ani­mali”, ma sola­mente tra specie diverse.
La medusa che risponde agli sti­moli come un automa, per esem­pio, non può essere parag­o­nata ad un umano, per­chè non ha un cervello, e il suo esem­pio non può essere esteso ai cani, per­chè dotati anch’essi di cervello e certo molto più com­p­lessi di una medusa.

La risposta è quindi molto prob­a­bil­mente legata alla natura dell’animale stesso: mag­giore è la sua com­p­lessità e mag­giore sarà la com­p­lessità delle risposte com­por­ta­men­tali a sua dis­po­sizione. Gli ani­mali, in fondo, sono tutti una sorta di automa bio­logico, con la dif­ferenza che un’elevata com­p­lessità di questa automazione porta a svilup­pare con­sapev­olezza di sè e del pro­prio fun­zion­a­mento. Ed è per questo che un cane ha risposte emo­tive più com­p­lesse di un gam­beretto, e così via fino ad arrivare all’uomo, pas­sando per i nos­tri impor­tan­tis­simi cug­ini: gli altri pri­mati.
Ad esem­pio gli stu­di­atis­simi scim­panzè sem­brano com­pren­dere la morte, rispon­dendo al decesso degli altri indi­vidui in maniera molto sim­ile a quella umana, con tris­tezza, negazione e altri com­por­ta­menti riscon­trati nella nos­tra specie.

E’ molto prob­a­bile quindi che ogni specie ani­male abbia la pro­pria visione del mondo e degli eventi, le pro­prie risposte agli sti­moli, il pro­prio spet­tro di emozioni e com­por­ta­menti che può adottare e il pro­prio liv­ello di con­sapev­olezza, a sec­onda del liv­ello evo­lu­tivo e della com­p­lessità del pro­prio sis­tema ner­voso, dalla medusa-robot ai pri­mati.

  • Lucio_oh

    Quindi pos­si­amo man­gia­rli o no? 

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda

    Heh… è una bella domanda.
    Lib­ertà di coscienza, immag­ino :)
    Anche se devo dire che la soci­età dovrebbe diventare più veg­e­tar­i­ana pos­si­bile per diversi motivi: inquina­mento, ener­gia, risorse nat­u­rali, salute.

    Per dirne una, i bat­teri diven­tano sem­pre più resistenti agli antibi­otici anche e soprat­tutto per via degli all­e­va­menti :/

  • Lucio_oh

    Hai dei dati a sostegno delle tue opin­ioni? Siamo sicuri che colti­vare soia legumi etc per 7000000000 di per­sone non causi danni sfrut­ta­mento e inquina­mento come se non più degli all­e­va­menti ani­mali? Ma la mia era più una domanda etica che dietet­ica…

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda

    Sì si capiva 😉

    Il motivo delle colti­vazioni è che gli ani­mali man­giano molto per pro­durre poco. Se ci pensi, hai bisogno di un sacco di veg­e­tali per ottenere una bis­tecca, men­tre i veg­e­tali potresti man­gia­rteli tu diret­ta­mente e viverci per molto più tempo che con una sola bis­tecca :)

  • Lucio_oh

    Non credo noi si possa vivere di solo fieno intendo che da qualche parte dob­bi­amo acquisire pro­teine e non so quanti campi di soia sos­ti­tu­is­cono un vitel­lone (eppoi c’è l’annosa ques­tione della vit B12 e dei folati)

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda

    Il fab­bisogno è molto più basso di quanto si pro­d­uca attual­mente. E’ prob­a­bile che per un cor­retto apporto vit­a­minico sia comunque nec­es­sario allevare/pescare/etc,m a non così tanto come ora.

    Ironi­ca­mente, i campi nec­es­sari a sos­tentare un ani­male pos­sono sos­tentare numerose per­sone. Pen­saci, è molto sem­plice :)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Impatto_ambientale_dell’industria_dei_cibi_animali

  • Lucio_oh

    Preferisco fonti più ver­i­fi­ca­bili ( http://www.amazon.it/Biochimica-medica-Strutturale-metabolica-funzionale/dp/8829920835 ) ma siamo ot 100 g di pro­teine da soia o da vitel­lone / pesce / carni bianche chi / cosa con­suma di più? E le carenze di b12 e folati non sono inven­tate.. Però siamo ot

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda

    Con­suma di piu’ l’allevamento, c’e’ poco da fare :)
    Ragion­a­mento ter­mod­i­nam­ico: ogni processo ha un’efficienza minore del 100%. All­e­vare un ani­male dan­dogli da man­giare veg­e­tali, spreca ener­gia rispetto al caso in cui i veg­e­tali ce li man­giamo noi (ovvi­a­mente colti­van­doli del tipo cor­retto a noi com­mestibile).
    Quindi l’allevamento e’ ener­geti­ca­mente sfa­vorev­ole :)
    E anche di parec­chio, visto il costo della carne (a cui ven­gono som­min­is­trati ormoni della crescita per crescere piu’ velo­ce­mente e costare meno) rispetto a quello, per esem­pio, dei legumi :)

  • Lucio_oh

    Siamo nel campo delle opin­ioni o hai dei dati a tuo favore? Per­ché non mi risulta che un campo ad erba/fieno richieda lo stesso inves­ti­mento in acqua concimi e anti­crit­togam­ici di una coltura ad uso umano (non so io non riesco a digerire la cel­lu­losa e non è un mio obbi­et­tivo ingur­gitare chili di erba tutto il giorno per poi pas­sare la notte a ruminare;) )ma sec­ondo me siamo ot

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda
  • Lucio_oh

    Boh.. Ma un kg di manzo a quanti kg / uomo cor­rispon­dono? E invece quanti kg di cere­ali / legumi cor­rispon­dono ad un kg uomo? Tipo pollo? Tipo manzo? Cioè quanto di più dovremmo man­giare per man­tenere il nos­tro peso o crescere? E gli effetti sulla flora intesti­nale? Diven­ti­amo noi i mag­giori pro­dut­tori di metano? E b12 e folati? E, alla fine, se in ter­mini di econo­mia di mer­cato non con­viene per­ché nes­suno si ferma?

  • Alberto(Jordi)

    Ciao , non riesco a com­mentare sul blog dei caproni
    Non so se dipende dal pro­filo o dall’indirizzo ip