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25-03-2016

Posted by in Prima Pagina, Società | 20 Comments

Anal­fa­betismo Fun­zionale: cos’è e come com­bat­terlo

L’analfabetismo fun­zionale è a tutti gli effetti una piaga sociale che colpisce alla base la cul­tura e il fun­zion­a­mento di una soci­età.
Anche chiam­ato “anal­fa­betismo di ritorno”, è ben definito nell’Enci­clo­pe­dia Trec­cani:

Espres­sione riferita a quella quota di alfa­bet­iz­zati che, senza l’esercitazione delle com­pe­tenze alfanu­meriche, regre­disce per­dendo la capac­ità di uti­liz­zare il lin­guag­gio scritto per for­mu­lare e com­pren­dere mes­saggi. L’analfabetismo di ritorno ha dunque effetti deter­mi­nanti sulla capac­ità di un soggetto di esprimere il pro­prio diritto alla cit­tad­i­nanza (dal voto al diritto all’informazione, alla tutela sul lavoro ecc.) e di pot­ersi inserire social­mente in modo autonomo.”

Le sta­tis­tiche sono impi­etose e posizio­nano l’Italia, manco a dirlo, al primo posto per igno­ranza a liv­ello mon­di­ale, con un tremendo 47% di adulti fun­zional­mente anal­fa­beti. E potrebbe essere una stima al rib­asso per­chè questo dato, in costante peg­gio­ra­mento, si riferisce al 2008, ovvero ben 8 anni fa. Sec­ondo è il Mes­sico con il 43% e terza l’Irlanda con quasi il 23%, ovvero la metà dell’Italia.

Nel resto del mondo va ten­den­zial­mente meglio quindi, anche se molti paesi sono già forte­mente pre­oc­cu­pati per questa epi­demia di igno­ranza esplosa a liv­ello glob­ale. In Gran Bre­tagna ad esem­pio viene definito “scioc­cante” già il 20%.

Il dato è scioc­cante per­chè la parte di popo­lazione senza un’adeguata cul­tura è ovvi­a­mente con­sid­erevol­mente meno com­pet­i­tiva nel lavoro, il che aumenta il ris­chio di dis­oc­cu­pazione o sotto-occu­pazione. Questo porta alla povertà, il che non fa altro che peg­gio­rare la situ­azione, per­pet­uando la con­dizione nella gen­er­azione suc­ces­siva.
Inoltre, per­sone in questa con­dizione sono più facil­mente bersaglio o parte inte­grante della crim­i­nal­ità. Del resto per lo spac­cio, la rap­ina, l’estorsione e altri reati non sono nec­es­sari test atti­tu­di­nali, quindi questi “lavori” pos­sono essere un’alternativa eco­nom­ica al lavoro onesto, in caso di neces­sità. E data la con­dizione cul­tur­ale dis­agiata, potreb­bero anche essere visti come alter­na­tive perfino desider­abili, come nella sub-cul­tura delle paranze di alcuni gio­vani di Napoli, un argo­mento di prim­is­sima attual­ità.

Un prob­lema molto ril­e­vante, infatti, è che una scarsa cul­tura impedisce la com­pren­sione della pro­pria con­dizione dis­agiata. Detto in parole sem­plici, per capire di non avere una cul­tura adeguata è nec­es­saria una cul­tura adeguata. E’ per questo che gli inter­venti soli­ta­mente devono essere pro­mossi dall’esterno, con cam­pagne di sen­si­bi­liz­zazione e pro­grammi appositi di (ri)scolarizzazione.

Nonos­tante le sta­tis­tiche siano tremende e pre­oc­cu­panti, questo trend può essere comunque inver­tito. Un esem­pio è di alcuni anni fa in un’area povera della Sco­zia, dove si reg­is­trava una per­centuale di gio­vani anal­fa­beti del 28% a 12 anni.
Il sis­tema sco­las­tico era insomma in pro­fonda crisi e la scuola era orga­niz­zata in modo tale da rin­un­ciare a recu­per­are i gio­vani con evi­denti lacune nell’apprendimento, pref­er­endo focal­iz­zarsi sugli stu­denti al passo con lo sviluppo.
Questa ten­denza fu però inver­tita da una rior­ga­niz­zazione dei pro­grammi che con­cen­trava gli sforzi sul cor­retto apprendi­mento dei fonemi (in inglese pos­sono essere un po’ ostici) e su spazi esclu­si­va­mente ded­i­cati alla let­tura nel cur­ricu­lum sco­las­tico.
Un altro fat­tore molto impor­tante è stata la dedi­zione dei pro­grammi sco­las­tici a non las­ciare indi­etro nes­suno, fat­tore che è stato un ele­mento fon­da­men­tale per elim­inare quasi com­ple­ta­mente l’analfabetismo nell’ambito di quel pro­gramma sco­las­tico, nel giro di soli pochi anni.

Uno dei fat­tori più impor­tanti nell’analfabetismo fun­zionale è infatti la rin­un­cia com­pleta ad accul­tur­arsi adeguata­mente e il con­seguente dedi­carsi ad attiv­ità che non por­tano a mag­giore cul­tura o infor­mazione.
Insomma, chi tende all’ignoranza ten­derà purtroppo anche a man­ten­erla e addirit­tura ad aumen­tarla, per via del fatto che la cul­tura sarà vista come qual­cosa di com­ple­ta­mente alieno, troppo com­p­lesso e astratto per essere fruibile e soprat­tutto godi­bile. Del resto guardare e com­mentare video di gat­tini è un pas­satempo molto più sem­plice ed imme­di­ato della let­tura (per fare un esem­pio), che invece richiede uno sforzo men­tale, soprat­tutto se non vi si è abit­uati.
Tra­ducendo una elo­quente definizione trovata su un sito amer­i­cano:

Un anal­fa­beta fun­zionale è qual­cuno che può aver speso fino a 12 anni in una scuola e aver imparato a riconoscere le parole come delle con­fig­u­razioni, come carat­teri Cinesi, ma è inca­pace di decod­i­fi­care il lin­guag­gio scritto. Sono let­tori frus­trati e penal­iz­zati che trovano la let­tura così fati­cosa che preferiscono evi­tarla. […] Un anal­fa­beta fun­zionale di grande suc­cesso mi disse che si farebbe pic­chiare piut­tosto che leg­gere, un’indicazione del dolore psi­co­logico che questa inca­pac­ità di let­tura può causare.

E’ in questo clima intel­let­tual­mente povero che la cul­tura si dete­ri­ora, nascono super­stizioni e si dif­fon­dono bufale anti­sci­en­ti­fiche, dalle più ridi­cole come quella delle scie chimiche fino a quella mor­tal­mente peri­colosa dei vac­cini, pas­sando dall’abuso di antibi­otici per curare i raf­fred­dori.
Come amanti della cul­tura, dob­bi­amo cer­care di pro­muo­vere il più pos­si­bile la divul­gazione sci­en­tifica e prog­etti per dif­fondere cor­retta infor­mazione, nonchè stare sem­pre attenti a non cadere noi stessi nella trap­pola della dis­in­for­mazione.

Insomma: par­liamo di scienza! :)

  • Ceno­rava

    Io sarei dras­tica, com­in­cerei col levare il diritto di voto a chi non e’ in grado di fare il rias­sunto di un testo e di capire un que­sito

  • Antonella Baroni

    sono d’accordissimo; anche per­chè nell’atto di impeg­narsi a fare un rias­sunto è con­tem­plato l’esercitarsi a com­pren­derne il senso, e a non trav­is­are il con­tenuto; quello di riferire e non di ‘com­mentare’, e quello di ‘stare sul pezzo’.
    Tutte carat­ter­is­tiche del pen­siero che l’analfabeta cog­ni­tivo non possiede mai, e che sono la fonte dei suoi con­tinui strafal­cioni logici, e della ten­denza a con­fondere una fasci­nazione con una intu­izione.

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda

    Atten­zione, per­chè stai assumendo che la scuola sia comunque un diritto di tutti e fun­zioni cor­ret­ta­mente.

    Cosa suc­ced­erebbe se degli oli­garchi sab­o­tassero la scuola pub­blica e facessero cadere la popo­lazione nell’ignoranza, per poi usare quella regola per toglierli il diritto di voto? :)
    Dopo­tutto è esat­ta­mente quello che suc­cedeva nel pas­sato…

  • Antonella Baroni

    ecci hai ragione anche te, effet­ti­va­mente è impos­si­bile pen­sare di togliere il diritto di voto su queste basi, ma si dovrebbe essere più dras­tici sulla val­u­tazione di con­segui­mento del corso di studi obbli­ga­to­rio.
    Tut­tavia siamo i figli, ancora, di una visione della edu­cazione che risale a con­dizioni sociali che ormai non esistono più, ma che con­tinua ad essere appli­cata.

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda

    L’unico modo per risol­vere il prob­lema è fare più divul­gazione sci­en­tifica 😀

  • Antonella Baroni

    e ritor­ni­amo da capo a tredici :).
    Purtroppo tale divul­gazione a volte neces­sita di martel­late sulle cape toste, allo scopo di inserirsi nelle medes­ime :)

  • Ceno­rava

    Si, la scuola, vero ma c’e’ molto di piu’ oltre la scuola. Il cervello si sviluppa entro i primi tre anni di vita. I gen­i­tori ne dovreb­bero essere con­sapevoli

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda

    Beh il cervello si sviluppa durante tutta la vita, per molti versi.
    La matu­rità fisi­o­log­ica si rag­giunge i 20 e i 25 anni di età.

    E’ asso­lu­ta­mente vero comunque che la famiglia ha un ruolo essen­ziale nello sviluppo dell’individio: c’è una diretta cor­re­lazione tra intel­li­genza dell’individuo e quanto i gen­i­tori sono istru­iti e quanta atten­zione gli danno, di che tipo, etc.

    Quindi sì, non solo la scuola ma anche la famiglia.
    C’è anche da dire che se questi con­cetti fos­sero inseg­nati a scuola, avremmo famiglie ten­den­zial­mente migliori :)

  • Alberto(Jordi)

    Io cercherei , invece , una cor­re­lazione tra il con­sumo di droga/droghe e l’analfabetismo

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda

    E’ effet­ti­va­mente provato che le fasce più dis­agiate eco­nomi­ca­mente sono più esposte al con­sumo di droghe.
    Il motivo sem­bra essere per­lopiù che non hanno alter­na­tive di svago :)

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda

    Comunque, il form di reg­is­trazione è nella barra di destra :)
    Se ti reg­istri ti abil­ito a scri­vere 😉

  • Antonella Baroni

    bon, mi reg­istro dopo cena, gra­zie :)

  • Antonella Baroni

    non riesco a reg­is­trarmi, Alter­vista mi chiede sem­pre le sue cre­den­ziali, ma mi sono dimen­ti­cata quali sono, e se mai le ho avute. mo’ vedo come fare :)

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda

    Ti creo io un utente chiam­ato Antonella Baroni con pass­word 12345

  • Antonella Baroni

    gra­zie :)

  • http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ Pal­la­corda

    Ricor­dati di cam­biare la pass­word :)

  • Antonella Baroni

    fatto, gra­zie :)

  • Sell­yayaya

    Comunque l’analfabetismo fun­zionale in Italia è solo al 5%, non so per­chè Wikipedia debba dif­fondere questi dati facendo scattare la cac­cia alle streghe. Ero con­vin­tis­simo anche io della dif­fu­sione dell’analfabetismo, ma leggendo a fondo e infor­man­domi ho scop­erto che sono sem­plice­mente allarmismi di pochi gior­nal­isti che evi­den­te­mente non hanno di meglio su cui scri­vere arti­coli.

  • Rem­brandt

    Leggendo bene che cosa sarebbe l’analfabetismo fun­zionale sco­pri solo che una gran caz­zata, per­ché non c’è nulla di sci­en­tifico: non c’è una definizione rig­orosa, non ci sono delle soglie non arbi­trarie, non ci sono test uni­ver­salmente validi. Insomma è solo un modo per offend­ere o accusare qual­cuno che non con­di­vide le nos­tre idee e non le capisce.

  • Carmine Mobasta

    ma per­ché par­lare di sub-cul­tura dei gio­vani di Napoli, visto che questa sub-cul­tura esiste dap­per­tutto e tutti gli episodi di cronaca lo dimostrano? E’ pos­si­bile che in ogni dis­cus­sione, anche per colpa di fic­tion ver­gog­nose come “gomorra” ci debba essere una punta di razz­ismo con­tro la città di Napoli? E non dite che questa è la realtà, per­ché questa non è la realtà